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Dott.ssa Giulia Demo
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Sonno e stress: perché la notte non riesci a spegnere la mente

Donna stanca con la testa appoggiata, nella luce calda della sera

Quando lo stress accompagna la giornata, spesso la notte presenta il conto. Alcune ragioni per cui il sonno si spezza e abitudini semplici da provare.

Chiudi gli occhi, ma la testa continua a lavorare: la lista delle cose da fare, una conversazione da rivedere, la sveglia che suona presto. Sonno e stress sono strettamente legati e spesso si alimentano a vicenda. Capire come funziona questo meccanismo è il primo passo per allentarlo.

Perché lo stress ci tiene svegli

Quando viviamo sotto pressione, il nostro organismo resta in uno stato di allerta. È una risposta utile nel breve periodo, ma se dura troppo il corpo fatica a rallentare la sera. Il battito resta alto, i muscoli sono tesi, la mente rimugina. Dormire male, a sua volta, rende il giorno dopo più faticoso e meno tollerabile, e lo stress aumenta: un circolo che si autoalimenta.

Segnali che riguardano la notte

Alcuni esempi comuni: ci vuole molto tempo per addormentarsi, ci si sveglia nel cuore della notte con i pensieri che ripartono, ci si alza stanchi come se non si fosse riposato. Altre volte il sonno sembra a posto, ma durante il giorno si è irritabili, svogliati, con difficoltà di concentrazione.

Abitudini che possono aiutare

Non esiste una formula magica, ma alcune pratiche possono rendere la sera più accogliente:

  • andare a letto e svegliarsi più o meno agli stessi orari
  • ridurre gli schermi nell'ora prima di dormire
  • evitare caffè e bevande stimolanti nel pomeriggio
  • creare un piccolo rituale serale, come una doccia calda o un po' di lettura
  • scrivere su un quaderno ciò che ti preoccupa, così non devi tenerlo a mente
  • provare qualche minuto di respirazione lenta a letto

Se un pensiero ti tiene sveglio per più di venti minuti, può essere utile alzarsi, cambiare stanza e fare qualcosa di tranquillo, per tornare a letto solo quando arriva la sonnolenza.

Lavorare sui pensieri

Molte notti agitate nascono da pensieri che vengono presi come verità assolute: "se non dormo, domani sarà un disastro". Osservare questi pensieri, metterli in discussione con calma e sostituirli con valutazioni più realistiche è uno dei lavori che facciamo con l'approccio cognitivo-comportamentale.

Quando parlarne con una psicologa

Se i problemi di sonno durano da settimane, se influenzano il lavoro o l'umore, o se ti accorgi che lo stress occupa gran parte della giornata, può essere utile un confronto. In alcuni casi è bene sentire anche il medico di base, per escludere cause di tipo fisico.

Nel mio studio di Montepulciano propongo anche un percorso breve di gestione dello stress, di 6-8 incontri, con tecniche di respirazione, organizzazione del tempo e gestione dei pensieri. Se vuoi saperne di più, scrivimi dal modulo di richiesta.

Ragazza a occhi chiusi al sole, serena

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